Dove Siamo:Via Adige 7, Cursi 73020 LE
Seguici su

I fondati indizi della crisi

Lo stato di crisi è intercettato nel momento in cui l’impresa le disponibilità liquide attuali e dei flussi di cassa prospettici non siano adeguati a adempiere regolarmente alle obbligazioni esistenti ed a quelle previste. Questa indicazione, tenuto conto...

Lo stato di crisi è intercettato nel momento in cui l’impresa le disponibilità liquide attuali e dei flussi di cassa prospettici non siano adeguati a adempiere regolarmente alle obbligazioni esistenti ed a quelle previste. Questa indicazione, tenuto conto dell’orizzonte temporale breve di sei 6 mesi scelto dal legislatore, è evidentemente limitativa rispetto alle possibili definizioni di crisi suggerite dalla dottrina aziendalistica, ma rappresenta l’unica giuridicamente apprezzabile ai fine della realizzazione di un sistema di allerta.

Il superamento delle soglie stabilite dalla legge e dal CNDCED per i vari indici fornisce delle ragionevoli presunzioni, ma non implica automaticamente la fondatezza dell’indizio di crisi, tenendo in considerazione la definizione di crisi dell’articolo 2 CCI, delle specificità aziendali e delle prospettive gestionali.

L’articolo 13, comma 1 del Codice della Crisi e dell’Insolvenza, ai fini della rilevazione dei fondati indizi della crisi, stabilisce le situazioni che si ritiene possano essere i sintomi di uno stato di crisi. I casi sono i seguenti:

  • la non sostenibilità del debito nei successivi sei mesi;
  • il pregiudizio alla continuità aziendale nell’esercizio in corso o se la durata residua dell’esercizio è inferiore a sei mesi per i successivi sei mesi;
  • la presenza di reiterati e significativi ritardi nei pagamenti.

Tali casi rappresentano il momento di discrimine tra situazioni di crisi che possono essere gestite ancora internamente all’impresa e situazioni di crisi rilevante che comportano l’obbligo di segnalazione secondo l’articolo 14 CCI.

In base al primo comma dell’articolo 13 rappresentano indicatori di crisi gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore, tenuto conto della data di costituzione e di inizio dell’attività.

I ritardi nei pagamenti si considerano sempre reiterati e significativi se oltrepassano le soglie previste dalla lettera a e b dell’articolo 24, comma 1 CCI o dell’articolo 15 che comportino sistematiche azioni esecutive da parte dei fornitori. Per quanto riguarda i rapporti con le istituzioni finanziarie sono significativi i ritardi di pagamento superiori a 90 giorni superiori alle soglie di rilevanza per la classificazione creditizia scaduta in stato di default ed ogni altra situazioni che provochi la decadenza dal beneficio del termine.

La determinazione del DSCR presuppone la stima dei flussi finanziari prognostici. Sia il comma 5 dell’articolo 2381 che l’articolo 2086 del Codice civile prevedono il principio della proporzionalità alle dimensioni dell’impresa. A tal riguardo i principi contabili e in particolare l’OIC 9 introducono per le imprese di dimensioni minori la possibilità di stimare i flussi prognostici occorrenti per il calcolo del valore degli attivi, in misura semplificata ricorrendo alle sole grandezze di natura economica. Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ritiene che questo criterio, a condizione che sia rispettato il principio della sostanziale comparabilità del numeratore e del denominatore, possa essere utilizzato anche per stimare i flussi di cassa al servizio del debito.

Compito dell’imprenditore è quello di accertarsi che la continuità aziendale non sia compromessa e di monitorare l’esistenza o meno di eventuali minacce alla continuità. Gli organi di controllo hanno il compito di verificare il monitoraggio continuo da parte dell’imprenditore.

Il pregiudizio alla continuità aziendale, secondo punto del primo comma dell’articolo 13, costituisce una categoria più ampia dell’insostenibilità dei debiti. Essa rappresenta una minaccia alla continuità, ma possono esserci altre tipologie di eventi che costituiscono un pericolo alla continuità. Un sistema di risk management si ritiene necessario per intercettare queste minacce, quali, ad esempio:

  1. rilevanti perdite per danni ambientali;
  2. controversie giudiziarie che coinvolgono i vertici della società;
  3. profondi dissidi nella proprietà;
  4. perdita improvvisa di clienti o fornitori fondamentali.

Queste tipologie di minacce non sono intercettabili dagli indici perché estranei dal sistema di valori di bilancio, ma devono essere poste sotto controllo con attenzione da parte dell’organo amministrativo.

In base all’articolo 14 del CCI l’organo amministrativo deve valutare costantemente la sussistenza dell’equilibrio economico-finanziario e quale possa essere il prevedibile andamento della gestione. La stessa norma richiede che gli organi di controllo effettuino una segnalazione tempestiva all’organo amministrativo nei casi di fondati indizi di crisi.

Sostanzialmente, la capacità di un’impresa di adottare una adeguata struttura organizzativa che permetta un calcolo frequente degli indicatori di crisi dipende ovviamente dalla dimensione, dalla complessità e qualità dell’organizzazione aziendale, dagli strumenti a disposizione e, infine, dalle risorse umane impiegate.

In merito alla periodicità, gli indicatori devono essere valutati con una cadenza almeno trimestrale. In assenza di un bilancio approvato, la valutazione deve essere condotta sulla base di una situazione infrannuale, di natura volontaria, redatta dall’impresa per la valutazione dell’andamento economico-finanziario. Questa valutazione, nel rispetto del principio di proporzionalità, potrà essere rappresentata anche dai soli stato patrimoniale e conto economico, redatti secondo quanto previsto dall’OIC 30 o comunque facendo attenzione all’effettiva rilevanza delle scritture rispetto agli indici, fatta salva la necessità di una adeguata valutazione preliminare del patrimonio netto.

Il riferimento all’ultimo bilancio approvato è tecnicamente possibile esclusivamente per l’indicatore di Patrimonio netto e per gli indici di settore. La determinazione del DSCR si fonda, invece, su dati di natura previsionale che devono essere preparati con cadenze più ripetute nel tempo. In particolare, occorre che il controllo degli indicatori di crisi sia il più frequente possibile nel momento in cui le situazioni economiche, finanziarie o patrimoniali dell’impresa siano tali da renderlo necessario.

Nel caso di utilizzo di bilanci non approvati dall’assemblea o bilanci infrannuali, è necessaria una loro approvazione da parte dell’organo amministrativo oppure, in mancanza, del responsabile delle scritture contabili.

CHI SIAMO
La TOP CONSULTING è un’affermata società che si occupa di consulenza finanziaria e strategia aziendale. Trova origine nell’esperienza della dott.ssa Maria Marrocco le cui competenze accademiche e la molteplici esperienze professionali hanno permesso di creare una struttura in grado di soddisfare tutte le esigenze in tema di finanza delle piccole e medie imprese.

L’esperienza dei partner di www.crisidimpresa.net è almeno trentennale e conta di centinaia di incarichi di consulenza portati avanti con successo. Una consulenza che ha sempre operato per obiettivi specifici fissati e determinati e per i quali è stato sempre chiaro lo specifico vantaggio per il cliente.

SEGUICI SU FACEBOOK

SOCIAL